Il vangelo secondo Hegseth e la politica americana ridotta a intrattenimento

Recentemente si è parlato di un episodio in cui il segretario alla Difesa ha citato in modo inappropriato un passo della Bibbia, attribuendolo a Quentin Tarantino e a un film famoso. La vicenda ha suscitato attenzione sui modi in cui figure pubbliche si rapportano alle fonti religiose e sui riferimenti culturali usati nel discorso politico. La scena ha attirato l’interesse di chi segue le dinamiche tra politica, religione e intrattenimento negli Stati Uniti.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth che declama ispirato il falso passo della Bibbia scritto da Quentin Tarantino per Pulp Fiction, in fondo, non dovrebbe stupirci. Voglio dire, Hegseth è stato messo lì in quanto volto televisivo, da un presidente che a sua volta deve la sua fama a un reality. Forse, nei nostri inani tentativi di razionalizzare la follia dell’amministrazione Trump tendiamo a sottovalutare questo aspetto, questo imprinting. Se invece di applicare le categorie della politica proviamo ad applicare quelle dello spettacolo, ecco che tutto acquista un senso: dai dazi all’Iran, dagli insulti contro il Papa all’arco di Trionfo. Non stanno facendo politica, stanno facendo televisione.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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