L’uomo non è più al centro Palazzo Strozzi nel futuro

Un nuovo progetto prevede un futuro in cui le specie marine potrebbero adattarsi alle strutture umane, immaginando ambienti che si estendano sotto il livello del mare. Si parla di edifici progettati per resistere all’innalzamento delle acque, con un’attenzione crescente alle relazioni tra architettura e ambiente marino. Questa prospettiva mette in discussione il ruolo dell’uomo negli spazi costruiti, spostando l’attenzione verso un rapporto più simbiotico con il mondo naturale.

Verrà un giorno in cui l’ innalzamento del mare sommergerà molti edifici costruiti dall’uomo. Così, prefigurando questo futuro, si può cominciare a considerare le specie marine come prossimi abitanti delle nostre architetture. E’ ciò che racconta il collettivo danese Superflex con l’installazione site-specific " There Are Other Fish In The Sea ", (Ci sono altri pesci nel mare), inaugurata ieri nel Cortile di Palazzo Strozzi e visibile fino al 2 agosto. Nel 60° anniversario dell’alluvione di Firenze, il progetto di " architettura interspecie " invita a ripensare il rapporto con l’ambiente, mettendo in discussione la tradizionale centralità attribuita all’essere umano.🔗 Leggi su Lanazione.it

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© Lanazione.it - L’uomo non è più al centro. Palazzo Strozzi nel futuro

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