Garante a chi? Perché la Cina ridimensiona il suo ruolo in Medio Oriente
Negli ultimi mesi si sono intensificati i segnali di un interesse crescente da parte della Cina nel Medio Oriente, dove il paese si presenta come un attore che preferisce muoversi con discrezione. Pur mantenendo un ruolo di mediatrice, la Cina sembra limitare la propria presenza diretta, puntando a rafforzare la propria immagine di potenza responsabile senza coinvolgimenti troppo evidenti. Questo atteggiamento si inserisce in un quadro di rivalità tra grandi potenze nella regione.
Mostrarsi attivi, senza esporsi. Indicare la strada, senza legarsi alla sua effettiva percorrenza. La Cina fa pesare il suo ruolo di (parziale) mediatrice, mirando a rafforzare le credenziali di potenza responsabile, specchio riflesso dell’instabilità portata dagli Stati Uniti. Sia sul piano commerciale, coi dazi, sia su quello politico e strategico, con la cattura di Nicolás Maduro in Venezuela e l’attacco contro l’ Iran in rapida successione. Donald Trump col presidente cinese Xi Jinping (foto Ansa). Negli ultimi giorni, in molti avevano iniziato a convergere su un punto: Pechino, agendo dietro le quinte, avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere Teheran ad accettare il cessate il fuoco.🔗 Leggi su Lettera43.it

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