Referti sospetti dei tamponi Covid Messa alla prova per i farmacisti
Un farmacista coinvolto in accuse di falsi referti dei tamponi Covid durante la pandemia ha deciso di seguire un percorso di messa alla prova. In cambio del perdono dei reati ipotizzati, svolgerà attività di volontariato presso gli archivi di un Comune in provincia di Monza e della Brianza. La decisione riguarda i presunti abusi legati ai referti emessi nel periodo tra il 2020 e il 2021.
Accusato di falsi referti per i tamponi ai tempi del Covid, estinguerà i presunti reati commessi nella battaglia ideologica no-vax con la messa alla prova e lavorerà gratuitamente agli archivi di un Comune brianzolo. È il progetto che l’Ufficio per l’esecuzione penale esterna ha trovato per il farmacista di Renate, Marco S., che, dopo la condanna per esercizio abusivo della professione medica per l’iniezione fatta a un cliente nel retrobottega della farmacia, è chiamato nuovamente davanti al giudice monzese, questa volta insieme alla sorella Clara, per una vicenda che risale a un periodo a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Prima la chiusura della farmacia perché, secondo l’accusa, nessuno di loro si era sottoposto al vaccino ed erano quindi stati sospesi dalla professione.🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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