Non solo trauma fisico per la sopravvissuta ma violazione dell' onore per la comunità e per le generazioni future Antonia Vadalà operatrice Unhcr racconta che cosa sono gli stupri di guerra e la storia di Aisha
Un'operatrice dell'UNHCR racconta la storia di Aisha, una donna in Sudan che si trovava in fila per ricevere cibo e sapone a Kosti. Quando è stata avvicinata, aveva il capo chino, con il volto coperto e senza parole. La vicenda mette in luce anche gli stupri di guerra, che non solo causano traumi fisici, ma rappresentano anche una violazione dell'onore per la comunità e le future generazioni.
V elata dalla testa ai piedi, capo chino e nessuna voglia di parlare. Aisha aspettava cibo e sapone nel punto di distribuzione di Unhcr a Kosti, in Sudan, quando Antonia Vadalà, operatrice dell’organizzazione, l’ha vista per la prima volta. «Aveva viaggiato tanto, con i figli piccoli al seguito. Piangeva, non è stato facile parlarle, non è stato facile convincerla che poteva fidarsi. Mi ha raccontato di avere visto con i suoi occhi il marito e i figli grandi trucidati da uomini armati. E di essere stata stuprata da più uomini di fronte ai figli piccoli. Confusa e dolorante, ha iniziato la sua fuga, senza capire bene che direzione stava prendendo, ma certo senza alcuna intenzione di denunciare la violenza sessuale subita. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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