Quattro zitto e vai a casa Da Totti a Barella quando il gesto diventa cult

Notizia in breve

Negli incontri di calcio, i gesti di provocazione o di stizza tra giocatori si sono ripetuti nel tempo, diventando spesso protagonisti di racconti e commenti. Tra questi, il gesto del “quattro” rivolto a un avversario o a un allenatore è diventato un simbolo di sfida o di rabbia. Esempi di questo tipo includono il capitano di una squadra di Roma e un centrocampista di un club dell’Inter, entrambi protagonisti di episodi simili durante le partite.

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Quattro e vai a casa. Messaggio chiaro. Un gol per ogni dito, da Totti a Tudor nel 2004 fino a Barella domenica con i tifosi del Como. Gesti cult che restano nella memoria. E poi dal campo ai social è un attimo. Nella storia gli esempi di screzi con avversari, gesta e dita sventolate sono tanti: da Vardy alla curva del Tottenham, a Digne con Pereyra - anche lì un Roma-Juventus - e Lichtsteiner con Lamela, con tanto di sputo dell’argentino e conseguente squalifica. Febbraio 2004, Roma-Juventus finisce tanto a poco: 4-0 e tutti a casa. In particolare, Tudor, che dopo un fallaccio si vede sventolare le quattro dita da Totti. È uno degli sfottò più famosi del calcio italiano. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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© Gazzetta.it - "Quattro, zitto e vai a casa". Da Totti a Barella, quando il gesto diventa cult
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