Nessun repulisti Leonardo cambia per essere più forte

Ogni tre anni si ripresenta la consueta scena nei vertici aziendali o istituzionali, con cambi di leadership che spesso si accompagnano a polemiche e tensioni. Questa volta, si parla di un cambio di direzione in una grande azienda, che ha deciso di non procedere a un repulisti ma di apportare modifiche per rafforzarsi. La discussione si concentra sulla differenza tra rinnovamento strategico e purga politica, senza coinvolgere nomi specifici.

Ci risiamo, ogni tre anni riecco spuntare uno dei vizi più amati dalla politica: trasformare ogni cambio al vertice in una resa dei conti, ogni sostituzione in una purga, ogni scelta industriale in un regolamento di conti ideologico. È un riflesso condizionato, buono per i talk show e per i retroscena da corridoio - non che a volte non manchino le ragioni - ma che non serve per capire come si governa davvero un grande gruppo strategico come Leonardo (sempre che ci sia davvero questo desiderio dietro le polemiche). La decisione del governo Meloni di cambiare guida, sostituendo Roberto Cingolani con un manager come Lorenzo Mariani, dall'opposizione viene raccontata con il solito arsenale lessicale: «defenestrazione», «epurazione», «resa politica».🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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© Ilgiornale.it - Nessun repulisti, Leonardo cambia per essere più forte

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