Lo sconfitto Vance paga errori altrui
In queste ore, il vicepresidente degli Stati Uniti si trova in una posizione particolare, poiché sembra essere l’unico membro dell’amministrazione Trump ad aver espresso pubblicamente dissenso rispetto all’operazione militare chiamata Epic Fury. Questa posizione ha attirato l’attenzione, considerando che altri esponenti del governo non hanno commentato pubblicamente l’intervento. La vicenda ha suscitato diverse analisi sul ruolo e le scelte del vicepresidente in un contesto di forte tensione internazionale.
Paradossalmente, il vero sconfitto di queste ore è il vicepresidente degli Stati Uniti, a quanto è dato sapere, l'unico componente dell'amministrazione Trump a essersi vocalmente opposto al lancio dell'operazione Epic Fury. L'incontro di Islamabad, durato 21 ore, non è nato da una dinamica diplomatica fisiologica ma da una necessità politica urgente: portare a casa un risultato che impedisse allo Stretto di Hormuz di trasformarsi in un detonatore permanente dell'economia globale. Questa urgenza aveva un nome e un cognome: JD Vance. È stato lui a doversi sedere al tavolo in una fase in cui la navigabilità sicura dello Stretto di Hormuz non è più garantita.🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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