Marco Bezzecchi quel pilotino nel parcheggio che sognava di diventare come Sic e Valentino
Da bambino, con la minimoto, si divertiva a immaginare di essere come i suoi piloti preferiti. Crescendo, ha deciso di dedicarsi alle corse su moto e ha iniziato a competere in diverse categorie. Recentemente, ha partecipato a un evento di motociclismo in un parcheggio, attirando l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori. La sua carriera si sta sviluppando tra gare e allenamenti, con l’obiettivo di raggiungere livelli più alti nel mondo delle competizioni motoristiche.
Un giorno, al circuitino delle minimoto di San Mauro a Mare, è arrivato il Sic. Che era già campione del Mondo delle 250. I bambini erano esaltatissimi. Tra loro il Bez che avrebbe tanto voluto conoscerlo, parlargli, chiedergli un mucchio di cose. Ma non ha avuto il coraggio. Gli ha allungato quadernetto e biro, non era ancora tempo di selfie, si è preso l’autografo che conserva ancora. E nient’altro. Eppure è lì che qualcosa dev’esser cominciato. Marco Bezzecchi era già un minipilotino e, nel suo omonimo Simoncelli, vedeva un modello. Non solo di guida: anche uno stile, un modo di essere, di intendere le corse e la vita, la scia del suo idolo Valentino Rossi.🔗 Leggi su Gazzetta.it

Leggi anche: Marc Marquez riconosce che Marco Bezzecchi è inarrestabile nel 2026.
Leggi anche: La storia di Saleh, che sognava di diventare campione olimpico per l’Iran e invece è stato impiccato dal regime