Il rifiuto della subalternità ideologica dei cattolici

Vittorio Messori, scomparso recentemente, avrebbe probabilmente trovato noioso il tono dei numerosi articoli celebrativi pubblicati in sua memoria. Scrittore e saggista noto per il suo pensiero critico, Messori si era spesso confrontato con il mondo cattolico e le sue posizioni, sostenendo una visione autonoma e distante da ogni subalternità ideologica. La sua morte ha suscitato reazioni di vario genere tra chi lo ha conosciuto e apprezzato per il suo approccio diretto.

Vittorio Messori, morto la settimana scorsa, sarebbe annoiato dai tanti articoli celebrativi. È molto meglio riflettere su ciò che lui ha significato nella parabola storica di un mondo cattolico che periodicamente, da 60 anni, scivola verso una situazione di subalternità, di suicidio culturale e identitario. Messori si è sempre opposto a quella ricorrente sottomissione avignonese della Chiesa alle ideologie e ai poteri progressisti che dal ’68 dettano legge. Dico “sottomissione avignonese” in riferimento alla cosiddetta “cattività” del XIV secolo, quando il Papato fu trasferito ad Avignone sotto il controllo del re di Francia. Il “caso Messori” scoppia nel 1976 per Ipotesi su Gesù.🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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