Screening genomico il caso pugliese che può diventare modello nazionale
Un recente esempio di screening genomico si è sviluppato in una regione del Sud Italia, dove un progetto di diagnosi genetica ha coinvolto un ampio numero di cittadini. Questa iniziativa ha portato a risultati concreti, aprendo la strada a possibili applicazioni su scala nazionale. Gli esperti sottolineano che, dopo questa esperienza, estendere il modello a tutto il Paese non è più una scelta tecnica, ma una questione di responsabilità politica e morale.
“La diagnosi non può dipendere dal codice postale. E oggi, dopo l’esperienza del Programma Genoma Puglia, non estendere questo modello a tutto il Paese non è più una scelta tecnica: è una responsabilità politica e morale”. È il messaggio lanciato a Bari da Fabiano Amati, promotore della legge regionale che ha istituito il programma per lo screening genomico universale – durante il convegno ‘Scienze omiche, leggi e rifondazione del sistema sanitario’. L’origine del Programma Genoma. “Il programma non è nato da un laboratorio teorico o da un dibattito per addetti ai lavori. È stato ispirato da un’urgenza concreta di una bambina malata di Sma, Melissa, e dalla necessità di impedire che una terapia disponibile diventasse inutile solo perché la diagnosi arrivava troppo tardi”, racconta l’ex assessore al Bilancio della Regione Puglia.🔗 Leggi su Lapresse.it

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