Dalla Sting e Capossela Quando le canzoni si abbinano al calice di vino
Da Sting a Capossela, passando per Piero Ciampi, molte canzoni parlano del vino e delle sue sfumature. Nel 1971, l’artista italiano scrisse un brano dedicato al vino rosso e bianco, con testi che celebrano il piacere di bere. Gino Paoli, tra i suoi amici e colleghi, definì Ciampi come il poeta tra i cantautori italiani. La musica e il vino continuano a essere spesso associati nelle canzoni, creando un legame tra cultura e tradizione.
"Com’è bello il vino rosso, rosso, rosso", "ma com’è bello il vino bianco, bianco, bianco". Piero Ciampi, colui che il compianto Gino Paoli aveva definito "il più poeta di tutti", nel 1971 scrisse una canzone dedicata al vino. Ne diede anche una interpretazione teatrale perché lui con il Nettare degli Dei ci era cresciuto, tra un’osteria e una poesia, una canzone e una sinfonia. Un rapporto idilliaco, a volte anche difficile, che ha accompagnato la vita di tanti altri artisti italiani e non solo della storia della musica. Lo sa bene cosa significava ciò Lucio Dalla, cresciuto a pane e vino alla trattoria ‘Da Vito’ di Bologna, che un anno prima, nel 1970, con la canzone 4 marzo 1943, sua data di nascita, incideva in un verso: "E ancora adesso che gioco a carte e bevo vino, per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino".🔗 Leggi su Quotidiano.net

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