Sulcis 350 posti a rischio | l’Enel di Portovesme grida aiuto
Mercoledì 8 aprile, i lavoratori della centrale Enel di Portovesme si sono radunati per chiedere chiarimenti alle autorità regionali e nazionali riguardo alla perdita di circa 350 posti di lavoro. La protesta è arrivata in seguito alla decisione dell’azienda di abbandonare l’uso del carbone, lasciando preoccupazioni sulla futura occupazione dei dipendenti. La situazione ha suscitato attenzione tra le parti coinvolte, senza che siano ancora state annunciate soluzioni definitive.
I dipendenti della centrale Enel di Portovesme si sono riuniti mercoledì 8 aprile per sollecitare risposte concrete da parte delle istituzioni regionali e nazionali circa la tutela dei posti di lavoro dopo l’abbandono del carbone. L’assemblea, svoltasi a Portoscuso, mette in luce il timore per il destino di circa 350 operatori che rischiano l’estinzione del proprio impiego. Nonostante i dialoghi con il Governo per dilatare i tempi del phase-out o l’eventualità di un blocco totale dell’impianto, le garanzie occupazionali restano assenti. Il peso del silenzio tra Regione e Ministero. Roberto Forresu della Fiom e Renato Tocco della Uilm del Sulcis denunciano l’assenza di risposte da parte del Ministero e della Regione Sardegna. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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