Non era un polpo | i raggi X riscrivono la storia del fossile da 300 milioni di anni entrato nel Guinness dei Primati
Recentemente, gli studi sui raggi X hanno portato a una nuova interpretazione di un fossile di circa 300 milioni di anni. Originariamente identificato come un polpo, le analisi hanno svelato che si tratta di un diverso organismo, contribuendo a riscrivere alcune parti della sua storia. Questa scoperta ha permesso di rivedere le caratteristiche e la classificazione di quel reperto, che è stato inserito nel Guinness dei Primati.
Può sembrare una notizia senza grosso valore, ma da un punto di vista scientifico ha un’importanza rilevante. Un celebre fossile di 300 milioni di anni, ritenuto il polpo più antico del mondo e persino inserito nel Guinness dei primati, si è rivelato tutt’altro. Quello che per 25 anni gli scienziati hanno identificato come Pohlsepia mazonensis, il primo rappresentante fossilizzato dei polpi, era in realtà un parente dell’attuale Nautilus, un animale marino dotato di conchiglia esterna e molteplici tentacoli. La scoperta, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, rappresenta un caso di identità scambiata che ha origine dal processo di decomposizione, prima della fossilizzazione.🔗 Leggi su Cultweb.it

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