Perché Orbán è l’alleato che gli Usa non possono permettersi di perdere
Il 7 aprile, su Truth, un ex presidente ha nuovamente minacciato Teheran, affermando che un’intera civiltà potrebbe essere distrutta se non si fermano le attività nucleari. Nel frattempo, in Europa, il primo ministro di un paese centroeuropeo ha stretto accordi con un governo che riceve il sostegno degli Stati Uniti, suscitando attenzione sulla relazione tra alleanze europee e gli interessi americani nella regione. La situazione si inserisce in un quadro di tensioni internazionali e di alleanze strategiche.
Mentre si rincorrono conti alla rovescia e ultimatum lanciati da Donald Trump a Teheran – che martedì 7 aprile su Truth è tornato a minacciare: « Un’intera civiltà morirà, per non essere mai più riportata indietro. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà» – e i prezzi del petrolio e del gas stanno schizzando alle stelle, la Casa Bianca pare avere altre priorità. In piena guerra, il vicepresidente JD Vance ha pensato bene di andare a Budapest per tirare la volata elettorale all’amico Viktor Orbán. Anche se, vista la tempistica, il numero due di Washington potrebbe dirigersi in Medio Oriente, dopo la tappa ungherese, con l’obiettivo di incontrare funzionari iraniani in vista di una trattativa vis-à-vis.🔗 Leggi su Lettera43.it

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