Leydi la ’spavalda allegria’ culturale Quando Milano educò l’Italia all’arte
“Milanin Milanon” doveva debuttare alla fine del 1962. Era uno spettacolo teatral-musicale per raccontare Milano a cento anni dall’Unità d’Italia. Roberto Leydi l’aveva messo in piedi con il regista Filippo Crivelli. Puntavano su Giorgio Gaber, ma il Signor G era già in ‘tournée’ e consigliò loro di provinare un suo amico, un certo Vincenzo Jannacci. Proprio quel ragazzo che mentre tentava la carriera nella musica studiava pure da medico e che poco tempo prima fu liquidato a un provino Rai perché “inidoneo al mestiere d’artista”. E invece Leydi e Crivelli si ritrovarono davanti a “un artista del calibro di Charlie Chaplin”. Che li spiazzò e stupì con ‘l’urlo del coyote’ poi inciso nell’intro di ‘Andava a Rogoredo’. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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Quale allegria: Frisari unisce memoria e arte per la disabilitàLa proiezione di Quale allegria, il documentario firmato da Francesco Frisari, è fissata per la mattinata del 10 marzo presso l’Arena del Sole.