La vita di Fatima Dall’Afghanistan alla Bocconi
Nel 1995, a Teheran, sette studentesse si incontrano ogni giovedì mattina a casa di una professoressa per discutere di letteratura. Tra loro c’è anche Fatima, una giovane proveniente dall’Afghanistan, che frequenta l’università Bocconi. La loro routine si svolge in un contesto di restrizioni e controlli, in un momento storico caratterizzato da tensioni politiche e sociali nella regione.
Mosca Nell’autunno del 1995, a Teheran, sette studentesse si riuniscono ogni giovedì mattina a casa della professoressa Azar Nafisi per discutere di letteratura. Siamo nella Repubblica Islamica di Khomeyní, dove l’istruzione femminile è fortemente limitata e i classici occidentali sono proibiti. Il soggiorno della professoressa diventa uno spazio di libertà intellettuale, dove le studentesse, dismesse le vesti scure e il velo, possono esprimere le proprie personalità. La cronaca di quegli incontri è racchiusa nel romanzo autobiografico di Azar Nafisi “Leggere Lolita a Teheran”. Dal 1995 è trascorso ormai un trentennio, eppure il romanzo non sembra ambientato in un tempo così lontano, ascoltando le parole dell’attivista afghana Fatima Haidari, tra le relatrici di un convegno dell’Associazione Donne Giuriste Italia al Franco Parenti. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it
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