L’analisi di Alessandro Zauli sulla crisi del calcio italiano | Nell’attività di base facciamo schifo
Un'analisi recentissima mette in luce le difficoltà del calcio italiano a livello giovanile e di base. Secondo un esperto, le strutture e i programmi dedicati ai settori più giovani sono insufficienti e poco efficaci. La mancata partecipazione della nazionale ai Mondiali per la terza volta consecutiva è diventata una realtà consolidata, senza più suscitare sorpresa. La questione riguarda principalmente le aree di sviluppo più fondamentali del calcio nel paese.
Il tema è d’attualità perché l’assenza dell’Italia dal Mondiale per la terza volta consecutiva non è più uno shock: è una conferma. Non è una pagina nera isolata, ma l’ennesimo capitolo di una crisi strutturale che il calcio italiano si ostina a raccontare come episodica. È più comodo parlare di cicli, di generazioni meno talentuose, di sfortuna. La verità è più semplice e più scomoda: il talento in Italia non manca, viene respinto. Un tempo il problema era riconoscere il genio. Oggi è permettergli di esistere. Quando si evocano nomi come Roberto Baggio, Alessandro Del Piero o Francesco Totti, si rischia la nostalgia sterile. Ma quei giocatori non erano miracoli irripetibili: erano il prodotto di un sistema che, pur con mille difetti, lasciava spazio al talento puro. 🔗 Leggi su Oasport.it

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