L’Italia ha contenuto l’effetto Iran sullo spread Panetta spiega come
L’Italia ha ridotto l’impatto dell’effetto Iran sullo spread, come ha spiegato un esperto. La crisi energetica, innescata dalla guerra promossa da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, si fa sentire in vari settori e paesi. La tensione si riflette sui mercati internazionali, influenzando i costi dell’energia e le relazioni tra le nazioni coinvolte. La situazione resta complessa e in evoluzione, con effetti diretti sui prezzi e sulle forniture energetiche.
La crisi energetica innescata dalla guerra mossa da Stati Uniti e Israele contro l’Iran non è facile per nessuno. Nemmeno per chi ha petrolio da vendere sotto i propri piedi. Certo, se poi non si ha nemmeno un gallone di oro nero, allora diventa tutto più complicato, specialmente se mancano all’appello nucleare e rinnovabili in grado di sostituire in larga parte gli idrocarburi. Eppure, nell’Italia della dipendenza dal gas e del petrolio altrui, le cose potevano andare addirittura peggio. Non è solo questione di energia, ma di mercati. Gli investitori che comprano regolarmente debito italiano, prestando quasi 400 miliardi all’anno al Tesoro, potevano farsi prendere dal panico, voltare improvvisamente le spalle al Paese e lasciarlo in un grosso guaio. 🔗 Leggi su Formiche.net

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