La guerra in Iran come arma economica | l’Europa paga altri incassano
Recentemente si è discusso di come alcuni paesi utilizzino strumenti economici come arma nei conflitti in Medio Oriente, coinvolgendo anche l’Europa in modo indiretto. Le sanzioni e le restrizioni commerciali sono stati adottati per influenzare le dinamiche politiche e militari della regione. Mentre alcune nazioni traggono profitto da questa situazione, l’Europa si trova a pagare un prezzo attraverso le conseguenze di tali misure. La strategia di colpire i punti deboli si mostra efficace senza che vengano formalmente dichiarate guerre.
C’è un modo molto elegante di fare la guerra senza dichiararla all’Europa: colpire il punto esatto in cui è più vulnerabile. Non con missili su Berlino o Parigi, ma con il prezzo dell’energia. È esattamente ciò che sta accadendo con la guerra in Iran. Da quando il conflitto è esploso, lo Stretto di Hormuz — arteria attraverso cui passa circa un quarto del petrolio mondiale — è parzialmente bloccato. Nel Mar Rosso, il traffico attraverso Bab el-Mandeb e il Canale di Suez era già crollato di circa il 60% nel 2024-25 per gli attacchi degli Houthi; ora la situazione è peggiorata. Il risultato è una doppia strozzatura: da una parte Hormuz, dall’altra la via meridionale verso Suez.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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