La nicchia di manzoniana memoria Il Tabernacolo dei Bravi restaurato ospiterà opere contemporanee
Il Tabernacolo dei Bravi, noto per la sua origine manzoniana, sarà presto riaperto dopo un intervento di restauro. L’edificio, che ha una storia che risale al febbraio 1628, sarà utilizzato per esporre opere artistiche contemporanee. La data di riferimento, il 7 novembre 1628, corrisponde a un martedì sera, quando un personaggio chiamato don Abbondio si trovava in una passeggiata lungo una strada.
Sette novembre 1628. È un martedì sera. Don Abbondio torna verso casa da una passeggiata lungo una stradicciola. Ogni tanto apre il breviario e ne recita uno squarcio. Dopo aver svoltato, prosegue fino a dove la strada si divide a Y: a destra sale a monte, a manca scende a valle fino a un torrente. I muri interni delle due viottole, invece di riunirsi ad angolo, terminano in un tabernacolo dove sono dipinte certe figure lunghe, serpeggianti, che finiscono a punta e che, nell’intenzione dell’artista e agli occhi degli abitanti del vicinato, vogliono sembrare fiamme. Quel tabernacolo descritto da Alessandro Manzoni all’inizio dei Promessi Sposi c’è ancora, identico a come il Sommo lo ha tramandato nel suo capolavoro. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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