L' ipocrisia dell' Onu sullo schiavismo
Recentemente, sono emerse critiche riguardo alla percezione di incoerenza delle Nazioni Unite nel trattare il tema dello schiavismo. Da un lato, l’organizzazione assegna medaglie e riconoscimenti, dall’altro, alcuni aspetti meno evidenti di questa posizione vengono ritenuti nascosti o minimizzati, spesso in nome di una cultura definita “woke”. La polemica mette in discussione la trasparenza delle posizioni ufficiali.
La medaglia è la stessa ma c’è il rovescio che qualcuno preferisce sempre tenere nascosto, in nome della pseudocultura woke. Cinquantadue nazioni si sono astenute e 3 hanno votato contro la risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu perla condanna dello schiavismo come piĂą grande crimine dell’umanitĂ : ma un solo schiavismo, quello degli africani per opera dei bianchi. Eppure erano gli arabi che compivano le razzie nei villaggi, incatenavano i prigionieri e li vendevano. Il principio dell’utilizzatore finale come assorbente e assolvente di un crimine storico definito il piĂą grave di tutti i tempi (quali sono gli altri?) da 123 Paesi, il voto contrario di Stati Uniti, Israele e Argentina, e l’astensione tra l’altro di Gran Bretagna e Unione Europea. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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