Oltre il referendum Viaggio nell’Italia che dice No dove prevale il rimpianto di un paese che non c’è più

Un'indagine sull'Italia che si oppone al referendum rivela un sentimento diffuso di nostalgia per un paese che sembra scomparso. Molti cittadini esprimono un sì convinto, motivato da principi liberali e valori personali, anche se le discussioni ufficiali si concentrano su aspetti tecnici e questioni di forma. Il quadro riflette un'ampia insoddisfazione verso lo stato attuale del paese e un desiderio di cambiamento.

Il messaggio da chi ha voluto bocciare la riforma Nordio parla di un mondo che non piace più e che si sente sgradevole e ostile. Si vorrebbe una realtà come quella auspicata dalla Costituzione, dove c'è la pace, ci sono i diritti e i mezzi finanziari per garantirli. Una realtà che però oggi non esiste Confesso subito che se non fossi altrove avrei detto Sì, per una semplice questione di princìpi liberali che hanno poco a che fare con gli indifendibili tecnicismi ai quali entrambe le parti hanno fatto ricorso: è dai tempi di Atene che ci si alterna nel propendere per elezioni, che creano “camorre”, e sorteggi – di cui i 5s sono stati sostenitori– che premiano persone prive di capacità oltre che di relazioni, e temo che si continuerà a farlo, con continua insoddisfazione, come nel microscopico caso dei concorsi universitari.🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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