Malavia recensione | come cambiare il proprio destino a ritmo di rap

Un nuovo film affronta il tema dell'adolescenza difficile in periferia, seguendo la storia di un sedicenne che sogna di diventare rapper. L’opera, seconda di una regista, si concentra sulla crescita di un ragazzo tra sfide quotidiane e aspirazioni artistiche, ambientata in una zona urbana di Napoli. La narrazione si focalizza sui sogni e le difficoltà di un giovane alle prese con il suo percorso di vita.

L'opera seconda di Nunzia De Stefano torna a raccontare l'adolescenza difficile nella periferia di Napoli concentrandosi su un tredicenne che sogna di diventare un rapper famoso. Due sono gli ingredienti che ricorrono nei primi due film da regista di Nunzia De Stefano: l'adolescenza e l'arte. Sia nell'opera d'esordio, Nevia, che nel più recente Malavia l'arte è la via di fuga dalla realtà asfittica della periferia criminale di Napoli. In Malavia, però, i toni si addolciscono e il dramma si stempera dando vita a una fiaba metropolitana a ritmo di rap. Protagonista della storia scritta dalla regista con Giorgio Caruso è Sasà (Mattia Francesco Cozzolino), tredicenne che vive insieme alla madre single e sogna di fare il rapper.🔗 Leggi su Movieplayer.it

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© Movieplayer.it - Malavia, recensione: come cambiare il proprio destino a ritmo di rap

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