Tempus fugit perché meno di 1 coppia su 2 accede alla fecondazione assistita

Meno della metà delle coppie che desiderano avere un figlio riesce a accedere alla fecondazione assistita. Le liste d’attesa e le difficoltà emotive rappresentano ostacoli significativi, mentre il limite di tempo imposto dall’età contribuisce a ridurre le possibilità di successo. La combinazione di questi fattori rende complesso il percorso per molte persone che cercano di realizzare il proprio progetto di genitorialità.

Questione di tempo: quello anagrafico, ma anche quello rappresentato da ostacoli emotivi e liste d’attesa che ritardano l’accesso ai centri che si occupano di fecondazione assistita. Un problema anche sociale nell’Italia che invecchia. “In 10 anni il declino demografico ha portato a 1.400.000 neonati in meno, come se fosse sparita la città di Milano”, ha detto Cinzia Castagnaro, ricercatrice Istat, nel corso di un incontro a Roma. “Negli ultimi decenni la genitorialità in Italia si è spostata in avanti, con un’età media al primo figlio di 32 anni per le madri – la più alta d’Europa – e una crescente incidenza di nascite da donne over 40. La fecondità bassa e tardiva rende il nostro Paese un caso di studio”. 🔗 Leggi su Lapresse.it

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