Dalla memoria di Kerbala al presente del Medio Oriente

Siegmund Ginzberg ha spiegato di nuovo, sabato (“La dittatura del martirio”) che cosa sia la Shi’a e quale posto decisivo continui a tenervi il ricordo e la commemorazione – come se fosse avvenuto il giorno prima – del martirio dell’ imam Hussein a Kerbala, nel giorno di Ashura dell’anno 680, 48 anni dopo la morte del Profeta dell’islam. E ha avvertito del calco della figura di Hussein su quella di Gesù, come delle processioni di flagellanti dell’Ashura sulle Passioni cristiane. Hussein è l’erede di Mohammad, figlio della sua figlia prediletta, Fatima, che ne continua la strenua combattività ma con la vocazione al sacrificio di sé. Così che lo sciismo è, come il cristianesimo della crocefissione, la religione di uno sconfitto. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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