Cosa significa la nota congiunta dei sei paesi inclusa l’Italia sullo stretto di Hormuz Le pressioni Usa e la precisazione sull’uso militare

Sei paesi, tra cui l’Italia, hanno emesso una nota congiunta riguardo allo stretto di Hormuz, facendo chiarezza sulla posizione collettiva. La comunicazione è arrivata improvvisamente durante il Consiglio europeo, che stava discutendo anche della crisi in Medio Oriente. Nella nota si fa riferimento alle pressioni degli Stati Uniti e si precisano le condizioni sull’uso militare nella zona.

La nota è arrivata come un fulmine in ciel sereno mentre era in corso il Consiglio europeo incentrato anche sulla crisi in Medio Oriente. Una nota congiunta, firmata dai leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone, dove gli stati si rendono disponibili alla liberazione dello stretto di Hormuz, o meglio a esser coinvolti in un piano di de-escalation, per «garantire un passaggio sicuro » alle navi petrolifere. Nel farlo i sei paesi fanno appello alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dove viene riaffermato «il diritto alla navigazione per le navi commerciali in conformità con il diritto internazionale». 🔗 Leggi su Open.online

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