La fronda conservatrice e cristiana contraria alla guerra contro l' Iran

In queste settimane di conflitto contro l’Iran, molti hanno notato la crescente assenza del vicepresidente americano dai riflettori. La fronda conservatrice e cristiana si oppone con fermezza all'intervento militare, esprimendo la propria posizione attraverso dichiarazioni pubbliche e manifestazioni. La situazione politica si intensifica mentre le tensioni tra le parti aumentano e le voci contrarie si fanno più visibili.

Roma. In queste due settimane di guerra all’Iran, non pochi osservatori hanno notato la progressiva scomparsa dai radar del vicepresidente americano J. D. Vance. A giudizio di qualcuno, è la prova della fatica che il conflitto scatenato contro il regime dei pasdaran fa a essere accettato presso la base Maga. Più in generale, a differenza della stagione bushiana (padre e figlio), è il mondo conservatore – assai frastagliato – a mostrare più d’una perplessità rispetto al disegno (sempre che esista) di Donald Trump e della sua Amministrazione. Se sul Wall Street Journal William McGurn ha attaccato direttamente il Papa – “Non saranno le omelie a liberare l’Iran”, è il titolo del suo editoriale – altri hanno punti di vista diversi. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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