L’Europa sull’orlo del suicidio di Stefan Zweig e Joseph Roth

L’Europa di inizio Novecento si trova in una fase critica, come descritto nel libro “L’Europa sull’orlo del suicidio” di Stefan Zweig e Joseph Roth. Gli autori erano scrittori preveggenti, ma incapaci di immaginare le conseguenze delle loro parole, eppure sembrano aver previsto le tensioni e le crisi che avrebbero portato il continente a una situazione drammatica. I due scrittori avevano una visione lucida, anche se impotente di fronte al disastro imminente.

Accettare il dovere di vivere e ricercare la grazia. Senza spazio per il piagnisteo Erano preveggenti. Ma presbiti, incapaci di vedere il loro presente. Comunque del tutto impotenti a fronteggiare la catastrofe. Odiavano la politica del loro tempo. Erano l’uno e l’altro ebrei. In realtà volevano essere solo europei. Mentre la loro Europa si stava suicidando. “Chi non è disgustato dalla politica? Lei ha ragione, l’Europa si sta suicidando, e la lentezza e crudeltà di questo suicidio dipendono dal fatto che l’Europa è un cadavere, un cadavere che commette suicidio”. Così scriveva Joseph Roth a Stefan Zweig il 23 ottobre 1930. E’ solo una delle centinaia di lettere che i due scrittori si scambiarono negli anni Trenta. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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© Ilfoglio.it - L’Europa sull’orlo del suicidio di Stefan Zweig e Joseph Roth

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