Con la riforma mai più Mani pulite e pm che fanno lo scaricabarile
La riforma proposta ha l’obiettivo di evitare che si ripetano casi come quelli di Mani pulite, dove il pool di Milano ha portato in carcere persone innocenti, a causa di un eccesso di collaborazione tra Procura e ufficio del gip. In quegli anni, molte decisioni giudiziarie furono prese senza sufficiente chiarezza e responsabilità. La questione rimane al centro del dibattito sulla giustizia italiana.
Molti dei lettori di questo giornale ricordano l’epopea giudiziaria di Mani pulite, ma non tutti ricordano che il pool di pubblici ministeri (tre esattamente) aveva un unico gip di riferimento, ossia che, tra le decine di giudici per le indagini preliminari che erano in servizio a Milano, le richieste di quel pool, comprese quelle di misure cautelari, andavano tutte sempre e soltanto a un medesimo gip. E non era un caso. Era un sistema di rapporti tra Procura e giudice delle indagini preliminari appositamente predisposto per consentire alla prima di vedersi accolte, se non tutte, almeno la maggior parte delle sue richieste. Il tempo ha dimostrato che moltissimi tra gli indagati, dapprima sottoposti a misura cautelare, sono stati poi assolti. 🔗 Leggi su Laverita.info

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