Edith Bruck | Sono libera perché so perdonare Non ho odiato nemmeno nei campi di concentramento Mio marito si ammalò di Alzhemeir lo curai per 11 anni come un bimbo

Edith Bruck ha raccontato di essere libera grazie alla capacità di perdonare, affermando di non aver mai provato odio, nemmeno durante il periodo nei campi di concentramento. Ha spiegato di aver curato suo marito, che si ammalò di Alzheimer, per undici anni come un bambino. La scrittrice ha ricordato come abbia incontrato suo marito, Nelo Risi, durante una conferenza stampa di intellettuali italiani reduci da una missione in Cina.

«Edith, Bruck, come ha conosciuto suo marito Nelo Risi? «Alla conferenza stampa di un gruppo di intellettuali italiani reduci da una missione nella Cina di Mao. Fra questi, c'era Nelo. Parlavano a Palazzo Marignoli. Ugo Casiraghi, il critico cinematografico, a un certo punto mi chiede: chi ti piace di questi compagni? E io: lui. È il migliore di noi - fa Casiraghi - ma per carità, è un uomo difficile, un uomo complicato. Scegli un altro». Ma lei non ha cambiato idea. «Esatto. Mi piacevano i suoi occhi da scimmia erudita. La faccia bellissima, almeno per me. Dopodiché, per puro caso, siamo andati tutti a cena. E a tavola mi sono trovata di fronte a Nelo.🔗 Leggi su Ilmessaggero.it

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© Ilmessaggero.it - Edith Bruck: «Sono libera perché so perdonare. Non ho odiato nemmeno nei campi di concentramento. Mio marito si ammalò di Alzhemeir, lo curai per 11 anni come un bimbo»

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