Se volete la pace non leggete Kant
Se volete la pace, non leggete Kant. Ogni volta che un nuovo conflitto torna a tormentarci, una frase del filosofo tedesco viene citata per giustificare le proprie posizioni o per criticare le guerre. Le sue idee vengono spesso riprese nei dibattiti pubblici mentre si discute di pacifismo, giustizia internazionale e diritti umani. Tuttavia, il suo pensiero continua a dividere e a stimolare confronti tra chi ne fa uso e chi lo critica.
. Ogni volta che un nuovo conflitto torna a tormentarci, una cospicua parte dell’opinionismo colto rispolvera immancabilmente “Per la pace perpetua”, uno di quei libri che, come “La banalità del male” o “Alla ricerca del tempo perduto”, vengono citati per far bella figura sfoggiando solo il titolo. Se invece si legge il resto, si scopre che per Kant le cose non stavano proprio come si presume. Nel primo articolo della seconda sezione di “Per la pace perpetua”, Kant sfodera come presupposto per la pace il fatto che tutti gli stati debbano essere repubblicani o, meglio, che tutti gli stati debbano essere fondati sui principii di libertà, dipendenza dalla stessa legge ed eguaglianza; è ciò che chiameremmo oggi “stato democratico”. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

Articoli correlati
Se solo quelli di Azione studentesca leggessero KantE così i miei alunni che da sempre mi domandano perplessi se sia di destra o di sinistra erano inconsapevoli antesignani degli estensori del...
Leggi anche: “Se vuoi la pace, prepara la pace”: torna la Marcia per la Pace ad Arezzo
Some highschool graduates try to party before college, ending up in a gangster's war | Full Movie