Tangenti e voti in cambio di appalti | così il manager della sanità e il burocrate aiutavano l' imprenditore mafioso

Un imprenditore mafioso torna a operare nel settore degli appalti pubblici, coinvolgendo un dirigente regionale e un manager della sanità. Secondo le indagini, il manager della sanità avrebbe fornito una rete di contatti utile all'imprenditore, mentre il dirigente regionale avrebbe facilitato l'accesso agli appalti pubblici. Le autorità hanno raccolto prove di tangenti e voti in cambio di favori legati agli appalti.

Un imprenditore mafioso che torna in affari, un dirigente regionale pronto ad aprirgli le porte degli appalti pubblici e un manager della sanità disposto a mettergli a disposizione la propria rete di contatti. È il triangolo di potere e corruzione che, secondo la Dda di Palermo, ruotava attorno a Carmelo Vetro, quarantenne favarese, figlio di Giuseppe – storico fiancheggiatore di Giovanni Brusca, morto nel 2008 al 41 bis – e già condannato a nove anni per associazione mafiosa nel processo “Nuova cupola”. Dopo la scarcerazione, Vetro avrebbe ricostruito il proprio impero economico dietro la facciata della Ansa Ambiente, società formalmente intestata al cognato Antonio Lombardo e partecipata dal fratello Salvatore. 🔗 Leggi su Cataniatoday.it

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