Non solo Trump chi e perché premia i leader dominanti e conflittuali L’analisi di Becchetti
Un'analisi recente di Becchetti esplora chi premia i leader dominanti e conflittuali, andando oltre l'esempio di Trump. Il focus è su chi sostiene questi personaggi e le ragioni di tale appoggio. La discussione si concentra sui meccanismi di riconoscimento e supporto ai leader che mostrano atteggiamenti autoritari o provocatori. Il testo evita interpretazioni e si limita a presentare i fatti osservati.
La crisi della democrazia non riguarda solo una leadership, ma l’intero ecosistema informativo e politico che la seleziona e la amplifica. Se il problema fosse solo un uomo, basterebbe attendere il prossimo ciclo elettorale. Ma se il problema è la macchina che premia quel tipo di leadership, allora la questione è molto più profonda. Il commento di Leonardo Becchetti Si parla molto di crisi della democrazia come se fosse un destino inevitabile delle istituzioni liberali. In realtà questa crisi oggi ha anche un nome e un cognome: quello del presidente degli Stati Uniti e delle sue scelte su commercio, clima, migrazioni e politica internazionale. 🔗 Leggi su Formiche.net

Il risiko per la contesa dei territori e delle risorse. L’analisi di BecchettiLa nostra società è composta dalla comunità scientifica, dalla comunità politica, dalla comunità economica e dalla comunità civile.
Trump – Netanyahu: incontro tra i due leader a Mar-a-Lago. È in gioco il destino di Gaza, ma non soloIl presidente Donald Trump riceverà lunedì il primo ministro Benjamin Netanyahu a Mar-a-Lago, in Florida, per affrontare i negoziati sul cessate il...
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Discussioni sull' argomento Usa, l'incontro tra Trump e Messi alla Casa Bianca: il presidente premia l'Inter Miami; La verità calpestata, i numeri rovesciati: ormai Trump sa solo mentire per celebrare se stesso; Trump, l'annuncio sulla guerra... con Leo Messi: Iran vuole accordo, è troppo tardi; Guerra all’Iran: un Trump in confusione divide gli Stati Uniti.
Ottavo giorno di guerra. Il presidente iraniano #Pezeshkian risponde a #Trump e dice "nessuna resa". Poi apre ai Paesi del golfo, si scusa, a patto che smettano di dare supporto agli #StatiUniti. Intanto continua il bombardamento israeliano sui centri di potere i - facebook.com facebook
È passata quasi inosservata in Italia la notizia delle dimissioni, a metà febbraio, di Gail Slater. La rilevanza delle sue dimissioni è confermata anche da quanto aveva dichiarato Trump un anno fa nell’annunciarne la nomina: "Il Big Tech si è scatenato per anni!" x.com