La ribellione delle calciatrici iraniane che si rifiutano di cantare l’inno e l’appello di Reza Pahlavi | L’Australia le aiuti non le faccia tornare
Le calciatrici della nazionale femminile iraniana hanno deciso di non cantare l’inno nazionale, sfidando le autorità del loro paese. Questa scelta ha portato a pressioni e minacce da parte del governo iraniano, che potrebbe adottare misure severe contro di loro. Reza Pahlavi ha chiesto all’Australia di intervenire, chiedendo di aiutarle a non tornare in Iran.
«Le giocatrici della nazionale femminile di calcio iraniana stanno subendo forti pressioni e continue minacce da parte della Repubblica Islamica a seguito del loro coraggioso rifiuto di recitare l’inno del regime, e potrebbero subire conseguenze molto gravi se tornassero in Iran». Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio del deposto scià dell’Iran. «Esorto il governo australiano a garantire la loro sicurezza e a fornire loro tutto il supporto necessario». La vicenda. La nazionale femminile di calcio iraniana si è rifiutata di cantare l’inno nazionale prima della partita inaugurale della Coppa d’Asia in Australia, rimanendo in silenzio con lo sguardo rivolto dritto davanti a sé, nella prima partita del Gruppo A contro la Corea del Sud, che ha poi vinto 3-0. 🔗 Leggi su Open.online
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