Le città di pianura – L’antiestetica al potere

In un paesino di provincia, una serranda storta e strade vuote sono gli elementi che catturano l’attenzione. Una macchina ferma lungo la strada e due uomini, dopo aver esagerato con l’alcol, si risvegliano e decidono di ripartire per un’ultima birra. La scena si svolge in un ambiente di periferia dove il silenzio e l’isolamento dominano la scena.

Una serranda storta, le strade deserte di un anonimo paesino di provincia. Poi quella macchina ferma, due uomini si risvegliano dopo aver esagerato con l’alcol, per usare un eufemismo, prima di ripartire per l’ultima birra della serata. Pochi secondi, qualche dettaglio di vera vita che trasuda autenticità. Una prima scena che ci immerge subito nell’atmosfera di Le città di pianura. Presentato al Festival di Cannes 2025 e uscito in sala a ottobre dello stesso anno, questo film, diretto da Francesco Sossai, ci regala una piccola gemma, uno spaccato della realtà provinciale italiana, veneta per la precisione, che si presenta leggera ma nasconde una potenza che assorbe lo spettatore. 🔗 Leggi su Screenworld.it

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