Aleotti si scaglia contro la ‘tassa sulla pipì’ | Un costo pari a 12 miliardi è politica anti-industriale

Lucia Aleotti ha commentato nuovamente la cosiddetta tassa sulla pipì, definendola una misura che comporta un costo di 12 miliardi di euro. La dirigente ha espresso il suo dissenso affermando che si tratta di una politica con un intento anti-industriale. La sua presa di posizione arriva mentre la questione continua a essere al centro del dibattito pubblico.

Firenze, 6 marzo 2026 – È un problema emerso già da tempo, ma questa volta  Lucia Aleotti lo ha ribadito con decisione. Stiamo parlando di quella che è stata definita “tassa sulla pipì”, ovvero una delle ultime normative europee sulle acque reflue. Lucia Aleotti, azionista e membro del board di Menarini, ne ha parlato durante  la presentazione dell’ultimo bilancio dell’azienda farmaceutica.  Cos’è e in che cosa consiste la direttiva. Secondo Aleotti, la nuova direttiva europea rischia di avere conseguenze molto pesanti per il settore farmaceutico. La norma prevede infatti che le aziende contribuiscano ai costi di depurazione delle acque reflue per eliminare i residui dei farmaci che, una volta metabolizzati dai pazienti, finiscono nei fiumi attraverso le urine. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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© Lanazione.it - Aleotti si scaglia contro la ‘tassa sulla pipì’: “Un costo pari a 12 miliardi, è politica anti-industriale”

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