Giulietta e Romeo trionfo dell’amore ai tempi della guerra
A disagio i cinici anaffettivi. In imbarazzo i cuori in inverno. Romeo e Giulietta non è per loro. Non lo è mai stato. Con quei dialoghi fra ragazzini innamorati. Che perdono la testa nel giro di una notte. E se il futuro è incerto, il presente allunga le sue carezze chissà fin dove. Meraviglioso, malinconico abbraccio. Di un amore comunque trionfatore, sulle guerre e sui matti. Anche se sul campo rimangono i corpi sbagliati. A Roberto Latini però interessa il giusto di tutto questo. Post-moderno per codice genetico, rockstar prestata al teatro (questione di voce e di tricipite), prende Shakespeare e lo manomette. Scegliendo di portare sul palco solamente le cinque scene dove i due protagonisti sono presenti insieme: la festa, il balcone, il matrimonio, l’alba e la cripta. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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