Razzismo Fabiano Ballarin | Il sistema calcio non era d’accordo mai noi non potevamo più girarci dall’altra parte ‘Pensa solo a giocare’ una frase che odio
Durante l'esordio tra i professionisti di Akeem Omolade, un giovane calciatore nigeriano, l'atmosfera allo stadio di Terni si è fatta improvvisamente tetra. Fabiano Ballarin ha commentato come il sistema calcio non fosse d’accordo con alcune situazioni e ha espresso il suo fastidio per la frase “pensa solo a giocare”, che odia. La partita ha segnato un momento di tensione legato a questioni di razzismo.
Il giorno dell’esordio tra i professionisti del diciottenne nigeriano Akeem Omolade, il clima allo stadio di Terni divenne improvvisamente cupo. Una frangia della tifoseria ospite, quella del Treviso, decise di rimuovere i propri striscioni e intonare cori offensivi contro il giovane attaccante appena entrato in campo e “colpevole” solo del colore della sua pelle. La risposta della squadra trevigiana passò alla storia: nella partita successiva contro il Genoa, in casa, i compagni e l’allenatore Mauro Sandreani scesero in campo con il volto dipinto di nero. A distanza di 25 anni, Fabiano Ballarin, uno dei leader di quel gruppo e tra i promotori di quella protesta coraggiosa, racconta al fattoquotiano. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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