La filosofia della gravidanza di Leborgne Lucas smonta il mito dell’uguaglianza di genere
Leborgne Lucas, filosofa contemporanea, mette in discussione l’idea di un’uguaglianza di genere attraverso la sua visione della gravidanza. La sua riflessione si concentra sulla concezione della maternità come esperienza universale e eterna, che secondo lei contrasta con le teorie che promuovono un’identità femminile omogenea. La sua posizione solleva questioni sulla rappresentazione del femminile nel pensiero moderno.
Per un intellettuale contemporaneo – e ancor di più se di sesso femminile – essere accusato di “essenzialismo”, cioè di aderire a una ideologia che predica un femminile eterno al quale ogni donna dovrebbe conformarsi, è veramente increscioso. Si trova a un passo dall’essere considerato un inguaribile reazionario, o meglio ancora un fascista. Rivela un bel coraggio quindi la filosofa francese Marie Leborgne Lucas che, nel suo libro “Un corpo per due” (Vita e Pensiero) scrive che il corpo delle donne “rappresenta la loro situazione, non il loro destino o la loro essenza”. Perché il corpo si può rigettare, detestare, modificare, ma rimane sempre la nostra condizione iniziale con cui bisogna fare i conti. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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