Stabilicum? E se tenessimo il latinorum fuori dalle urne?
Durante una lezione di scuola media, si è parlato di come molte parole di origine latina siano ormai parte del nostro linguaggio quotidiano. La discussione ha portato a riflettere su quanto il latino influenzi ancora oggi l’italiano, anche in situazioni che spesso non associamo a questa lingua antica. La domanda che si pone è se sia opportuno mantenere o meno certi termini fuori dalle discussioni pubbliche e amministrative.
In terza media, la prof di italiano ci propose un breve esercizio di latino: trovare parole in “lingua morta“ correntemente usate in italiano. Eravamo ragazzini, ma tra le altre vennero fuori "referendum" e "quorum". Ma forse neanche i più avveduti e informati erano inciampati nel "Mattarellum". Eppure allora, dopo la metà degli anni Novanta, era uno dei latinismi più diffusi. L’intuizione geniale l’ebbe il politologo Giovanni Sartori, quando nel 1993 ribattezzò così la legge elettorale il cui relatore era Sergio Mattarella. No, non un omonimo: quel Sergio Mattarella. Quella legge introduceva un sistema misto – 75% maggioritario, 25%... 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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