Chi piega le garanzie alla propaganda politica ferisce lo stato di diritto

Le tensioni tra politica e forze dell’ordine si approfondiscono, evidenziando come certe scelte possano mettere a rischio il rispetto delle garanzie. La vicenda che ha coinvolto figure di spicco del panorama politico ha suscitato discussioni sulla linea da seguire e sulle conseguenze di decisioni prese senza considerare appieno le implicazioni legali. La questione resta al centro di attenzione pubblica e politica.

Al direttore - Se possibile il modo in cui Salvini e Meloni hanno tentato di mettere una pezza alla tranvata presa con l’appoggio “senza se e senza ma” al poliziotto di Rogoredo, è persino peggio dell’errore iniziale. L’idea che “chi sbaglia in divisa paga di più” non è contemplata nel nostro ordinamento al pari dello scudo penale. Come ha scritto lei “lo stato di diritto non vive di eccezioni. Se pieghi le regole all’emotività indebolisci le garanzie e trasformi la giustizia in cultura dello scalpo”. Ma ormai i video emozionali valgono più dei programmi, le dichiarazioni sul fatto più dell’approfondimento, i talk più del pensiero. E alla verità viene sostituita la percezione. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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