Le lacrimevoli balle di politica e giornali sul bosco di Rogoredo
Estirpare i comportamenti criminali di uno o più tutori deviati dell’ordine non risolve l’altro problema: nessuno pensa a bonificare l’illegalità A Rogoredo “avevamo due problemi e ne abbiamo risolto uno solo”, per usare la sintesi caustica di Filippo Facci. Un poliziotto accusato di omicidio è stato arrestato, a macchia d’olio si indaga sulle sue corruttele e violenze sugli stessi pusher e clienti della droga, forse le complicità di altri agenti (schema Serpico). Ma che si estirpino i comportamenti criminali di uno o più tutori deviati dell’ordine non risolve l’altro problema: Rogoredo rimane la zona di spaccio, violenza, degrado, abdicazione al controllo da parte dello stato della politica delle forze (sane) dell’ordine. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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