Nel sottobosco di Rogoredo dove le mele marciscono

Nel sottobosco di Rogoredo, le mele marcescono a causa delle attività illegali dei trafficanti locali. Carmelo Cinturrino viene accusato di aver minacciato spacciatori e acquirenti per mantenere il controllo del territorio. La polizia ha scoperto discariche abusive e prove di ricatti, mentre le versioni degli coinvolti si scontrano. Gli investigatori continuano a seguire le tracce di un sistema criminale radicato nella zona. La situazione resta sotto stretta osservazione.

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Uomini contro. Versioni contro. Per l’avvocato di Carmelo Cinturrino, Pietro Porciani, le voci sui taglieggiamenti e i ricatti del suo cliente nei confronti degli spacciatori e dei consumatori della periferia sud di Milano sono «carnevalate». Per i quattro agenti che erano con lui il giorno in cui ha ucciso Abderrahim Mansouri, lunedì 26 gennaio, è vero il contrario. «L’ho visto chiedere soldi e droga», ha fatto mettere a verbale uno di loro. «Era aggressivo, allungava le mani. Si portava dietro un martello, una volta l’ho visto picchiare un tossico con quello». Per Porciani quel martello serviva a un’altra cosa: a battere la terra del bosco di Rogoredo e trovare così i pacchetti di stupefacenti nascosti. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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