La negazione del Tempio di Gerusalemme e la radice religiosa del conflitto israelo-palestinese
La ragione più profonda del dramma israelo-palestinese è poco discussa e non riguarda direttamente il conflitto tra due nazionalismi, che in teoria potrebbe essere componibile. Il punto, per quanto sorprendente nella sua formulazione, è che una parte dell’ideologia nazionale palestinese e della sua narrazione storica si fonda su un postulato quantomeno controverso: l’inesistenza storica del Tempio ebraico di Gerusalemme, l’edificio sacro ricostruito nel 515 a.C. e distrutto dall’esercito romano di Tito nel 70 d.C., di cui rimangono evidenze archeologiche. Da questa impostazione discende la negazione di un rapporto storico tra il popolo ebraico, l’ebraismo e la terra d’Israele, simbolicamente rappresentato dal Tempio.🔗 Leggi su Linkiesta.it

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