La negazione del Tempio di Gerusalemme e la radice religiosa del conflitto israelo-palestinese
La questione religiosa legata alla negazione del Tempio di Gerusalemme ha alimentato il conflitto israelo-palestinese. Questa tensione deriva dalla forte simbologia religiosa che entrambi i gruppi rivendicano sulla cittĂ sacra. La disputa si alimenta spesso attraverso azioni e dichiarazioni che rafforzano le differenze culturali e spirituali. La radice profonda del problema risiede nelle convinzioni religiose che ancora dividono le due comunitĂ e rendono difficile trovare un accordo duraturo.

La ragione piĂą profonda del dramma israelo-palestinese è poco discussa e non riguarda direttamente il conflitto tra due nazionalismi, che in teoria potrebbe essere componibile. Il punto, per quanto sorprendente nella sua formulazione, è che una parte dell’ideologia nazionale palestinese e della sua narrazione storica si fonda su un postulato quantomeno controverso: l’inesistenza storica del Tempio ebraico di Gerusalemme, l’edificio sacro ricostruito nel 515 a.C. e distrutto dall’esercito romano di Tito nel 70 d.C., di cui rimangono evidenze archeologiche. Da questa impostazione discende la negazione di un rapporto storico tra il popolo ebraico, l’ebraismo e la terra d’Israele, simbolicamente rappresentato dal Tempio. 🔗 Leggi su Linkiesta.it
Albanese sotto accusa all’ONU: denuncia “complicità ” nel conflitto israelo-palestinese e rischia la rimozione.Francesca Albanese, rappresentante italiana all’ONU, si trova al centro di una polemica dopo aver accusato l’organizzazione di essere complice nel conflitto israelo-palestinese, accusandola di avere una parzialità che favorisce Israele.
Berlinale, polemica Roy-Wenders: l’arte di fronte al conflitto israelo-palestinese e l’impegno politico degli artisti.Arundhati Roy ha manifestato il suo dissenso alla Berlinale per il modo in cui il festival affronta il conflitto israelo-palestinese, accusando l’evento di ignorare le questioni politiche legate alla regione.