Ora il Cremlino mette Durov sotto indagine ma continua a usare Telegram
Il Cremlino ha avviato un'indagine contro Pavel Durov, accusandolo di aver favorito attività terroristiche, probabilmente a causa delle difficoltà nel controllare i contenuti su Telegram. Nonostante le accuse, le autorità russe continuano a utilizzare la piattaforma per comunicare e diffondere informazioni ufficiali. La decisione di esaminare il fondatore del servizio di messaggistica ha suscitato interrogativi sulla libertà di internet nel paese. La questione rimane aperta e suscita molte discussioni.

L'ultima mossa della Russia contro il fondatore di Telegram, Pavel Durov, è un'indagine per "favoreggiamento di attività terroristiche". Nelle ultime settimane i russi avevano segnalato un rallentamento dell'app di messaggistica, prima smentito poi confermato dallo stesso organo che controlla le comunicazioni in Russia, la Roskomnadzor, che ha accusato l’app di non rispettare la legge russa e ha dichiarato con una nota che “continuerà a introdurre restrizioni graduali”, proprio come ha fatto con YouTube, ormai inaccessibile se non tramite l’utilizzo di una rete virtuale privata (Vpn). Oggi su due articoli pubblicati sul quotidiano Rossiyskaya Gazeta e sul tabloid Komsomolskaya Pravda è emersa l'apertura di un'indagine penale contro Durov: Telegram verrebbe utilizzato per commettere crimini, "l'illusione dell'anonimato ha attirato eserciti di radicali, tossicodipendenti, assassini e terroristi verso l'app, che ora rappresenta una minaccia per la società russa", si legge sulla Rossiyskaya Gazeta. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
Il Cremlino vuole oscurare Telegram, ma rischia di farsi male da soloIl Cremlino cerca di bloccare Telegram, ma rischia di danneggiare anche altre app di messaggistica, perché ha ordinato agli operatori telefonici di impedire l’accesso alla piattaforma senza rispettare le autorizzazioni ufficiali.
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