Ossessionati dal mocio Quando il gusto del pulito si trasforma in malattia
La passione per l’igiene si manifesta in modo ossessivo in persone che, chiamate «rupofobici», si dedicano incessantemente a pulire. Questa abitudine nasce da un bisogno di controllo che diventa una vera e propria ossessione, portandoli a detergere anche in assenza di sporco reale. Spesso, si dedicano a questa attività più volte al giorno, senza mai sentirsi soddisfatti. La loro routine si trasforma in una vera e propria sfida quotidiana.

Si chiamano «rupofobici» e sono i Sisifo del disinfettante: condannati a detergere continuamente sé stessi o la casa, anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Si va dalla «semplice» ansia al disturbo vero e proprio. Normalmente, lo sporco è il polo negativo e il pulito è quello positivo. «Ora sì che sei bello pulito, Fido!» dice la proprietaria del cane al cane quando va a prenderlo dal servizio lavaggio cani, mentre prima di portarcelo non gli diceva: «Ah, come sei bello lercio e puzzolente, Fido, devo cambiarti nome in Fetore!». Si pensi anche al film intitolato Brutti, sporchi e cattivi del regista Ettore Scola, ambientato in una baraccopoli capitolina: i protagonisti non sono solo brutti, non sono solo cattivi, sono anche sporchi. 🔗 Leggi su Laverita.info
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