Pusher ucciso a Rogoredo il poliziotto mentì dicendo di aver chiamato i soccorsi | L' agente ribadisce | Ho sparato per paura
Un pusher è stato ucciso a Rogoredo, e l'agente dice di aver sparato per paura. La causa dell’omicidio risale a un episodio avvenuto in strada, quando il poliziotto ha aperto il fuoco. Secondo le testimonianze raccolte, l’uomo è stato colpito durante un tentativo di arresto. Tuttavia, l’agente ha ammesso di aver mentito, sostenendo di aver chiamato i soccorsi subito dopo lo sparo, mentre invece la telefonata è arrivata oltre 20 minuti più tardi. La dinamica dell’evento resta ancora da chiarire.
Si rafforza l'ipotesi di omicidio volontario a carico del poliziotto Carmelo Cinturrino, assistente capo di 42 anni che ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo, a Milano, il 26 gennaio. Secondo quanto emerso dagli interrogatori in Questura degli altri quattro agenti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, Cinturrino avrebbe mentito ai colleghi dicendo che aveva chiamato i soccorsi quando il 28enne era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa, ma in realtà non l'avrebbe fatto. E la telefonata sarebbe partita più di 20 minuti dopo lo sparo. I colleghi avrebbero detto di non c'entrare nulla con l'omicidio e che nelle fasi successive al colpo avrebbe gestito tutto Cinturrino, il quale sarebbe stato definito una sorta di "fanatico" nel gestire in modo "opaco" alcune operazioni.🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
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Si rafforza l'ipotesi di omicidio volontario per l'agente che ha ucciso un pusher a Rogoredo. - facebook.com facebook
Prosegue l’interrogatorio agli agenti sul caso del pusher ucciso a Rogoredo. Dalle testimonianze dei colleghi emerge che un poliziotto avrebbe mentito sulla chiamata ai soccorsi dopo che la vittima è stata colpita. I colleghi descrivono il poliziotto come colui c x.com