Da Ramelli a Quentin la sinistra si assolve
Il ritorno di figure come Ramelli e Quentin mette in evidenza come la sinistra italiana si trovi ancora a fare i conti con il passato. La presenza di questi personaggi, simbolo di divisioni e tensioni storiche, riflette le difficoltĂ di superare le ferite aperte dalla guerra civile del dopoguerra. Nonostante i decenni trascorsi, i risentimenti e le incomprensioni continuano a influenzare il dibattito pubblico. Una situazione che rende difficile chiudere definitivamente le ferite di un passato ancora vivo nelle memorie collettive.

PerchĂ© in Italia non si riesce a chiudere la lunga stagione dei risentimenti del dopoguerra, lo strascico insomma della guerra civile che concluse il secondo conflitto mondiale e che impedisce una vera e duratura pacificazione? Se lo chiedeva Ernesto Galli della Loggia sul Corriere due giorni fa e addossava la responsabilitĂ di voltare pagina («seppellire i morti per dare un futuro ai vivi») a Giorgia Meloni che, in quanto vincitrice delle elezioni del 2022, aveva l’occasione di «sancire la fine delle ostilità ». Certo l’occasione era a portata di mano, se il fronte avverso non avesse da subito trattato la nuova premier di destra come un abusiva, arrivata a Palazzo Chigi per una beffa del destino e per l’incapacitĂ di unirsi delle opposizioni, se non l’avesse da subito considerata la “nemica” per eccellenza, nemica della Costituzione e persino nemica delle donne che avrebbe voluto rimandare ai fornelli, in omaggio alle mussoliniane massaie rurali. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it
Leggi anche: Lione, 23enne ucciso dagli antifa. Sospeso l'assistente di un deputato di Mélenchon. "Quentin come Ramelli"